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Ignora collegamenti di navigazioneHome > Schede approfondimento > Svetonio – Le vite dei Cesari venerdì 14 dicembre 2018
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Svetonio
Le vite dei Cesari
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(70 – 122 ? d.C.)
Nasce da una famiglia equestre, tenta inutilmente la carriera forense e in seguito riveste tre cariche importanti:
Responsabile delle biblioteche di Roma
Sovrintendente dell’archivio Imperiale
Capo della cancelleria Imperiale
Dopodiché viene destituito dai suoi incarichi dall’imperatore Adriano, abbandona la vita di corte e si ritira a vita privata.
La sua fama è legata al fatto che nelle sue opere, a carattere storiografico e storico, ha descritto biografie di personaggi illustri.
Usa uno stile monotono e predilige la narrazione realistica sotto forma di cronaca, molto aderente all’oggetto. Al tempo stesso è sobrio nello scrivere e attento nella scelta delle parole. Fa uso di grecismi e parole tecniche.
E’ così meticoloso nel dettagliare i particolari che ne perde di fluidità e di omogeneità la narrazione. Le sue opere sono Le vite dei Cesari e De viris illustribus.
Nella seconda descrive la vita, gli aneddoti, le date e le opere di personaggi illustri, quali i grammatici, i retori, i poeti, gli oratori, gli storici e i filosofi.
Sono 8 libri dedicati al prefetto Setticio Claro e ogni storia di un imperatore è suddivisa in due parti:
un sommario, ovvero la scheda anagrafica del personaggio
una descrizione puntigliosa dal momento della nascita fino alla sua salita al potere.
Svetonio descrive gli aspetti della vita del personaggio ma non si cura della sua personalità, pertanto è una trattazione oggettiva dei fatti.
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La vita di Cesare (56)
Restano quelle [le lettere] a Cicerone, così come quelle ai familiari sugli affari domestici, nelle quali, se doveva fare delle comunicazioni segrete, le scriveva in codice, cioè con l'ordine delle lettere così disposto che nessuna parola potesse essere ricostruita: se qualcuno avesse voluto capire il senso e decifrare, avrebbe dovuto cambiare la quarta lettera degli elementi, cioè D per A e così via per le rimanenti. Extant et ad Ciceronem, item ad familiares domesticis de rebus, in quibus, si qua occultius perferenda erant, per notas scripsit, id est sic structo litterarum ordine, ut nullum verbum effici posset: quae si qui investigare et persequi velit, quartam elementorum litteram, id est D pro A et perinde reliquas commutet.
La vita di Ottaviano Augusto
Non rispettava l'ortografia, cioè l'arte di scrivere le parole correttamente seguendo le regole dei grammatici, e sembrava piuttosto seguire l'opinione di coloro che pensano che si debba scrivere come parliamo.
E infatti cambiava o saltava non solo lettere, ma anche sillabe intere, che sono errori comuni degli uomini. Ed io non ne parlerei nemmeno, se non mi sembrasse incredibile quello che alcuni raccontano e cioè che avrebbe sostituito un legato consolare considerandolo rozzo e ignorante, perchè aveva scritto "ixi" al posto di "ipsi".
Tutte le volte poi che scriveva in codice, sostituiva la A con la B, la B con la C e con lo stesso criterio le altre lettere; e la X veniva sostituita da una doppia A.
Orthographiam, id est formulam rationemque scribendi a grammaticis institutam, non adeo custodit ac videtur eorum potius sequi opinionem, qui perinde scribendum ac loquamur existiment.
Nam quod saepe non litteras modo sed syllabas aut permutat aut praeterit, communis hominum error est. Nec ego id notarem, nisi mihi mirum videtur tradidisse aliquos, legato eum consulari successorem dedisse ut rudi et indocto, cuius manu "ixi" pro ipsi scriptum animadverterit.
Quotiens autem per notas scribit, B pro A, C pro B ac deinceps eadem ratione sequentis litteras ponit; pro X autem duplex A.
Simone Testa - www.monci.it