Chiavi L'automazione della sicurezza

I crittoanalisti arabi

Analisi delle frequenze
Ignora collegamenti di navigazioneHome > Storia della crittografia > I crittoanalisti arabi venerdì 14 dicembre 2018
Ignora collegamenti di navigazione

La crittoanalisi è la scienza dell’interpretazione di un messaggio di cui si ignora la chiave e furono proprio i crittoanalisti arabi del Medioevo a trovare il punto debole della sostituzione monoalfabetica, un sistema che resisteva da secoli ad ogni assalto.
La crittoanalisi è una scienza che basa le sue fondamenta su discipline come la matematica, la statistica e la linguistica e non è un caso che si sviluppò proprio in Arabia durante lo splendore della cultura Islamica.
Secondo l’Islam bisogna agire secondo giustizia in ogni sfera della vita umana e per riconoscere la giustizia occorre il sapere. Quindi il buon musulmano deve coltivare il sapere in tutte le sue forme e fu proprio durante la dinastia Abbaside che gli studiosi ebbero il denaro, gli strumenti e il tempo per farlo.
Inoltre a Bassora e Baghdad erano sorte delle scuole teologiche che applicavano raffinati metodi linguistici soprattutto al Corano per cercare di stabilire la cronologia dei capitoli del Corano oppure per dimostrare che una massima attribuita al Profeta faceva effettivamente parte delle sue abitudini linguistiche perché conteneva vocaboli solitamente usati da Maometto.
Quest’analisi dei testi non si fermò ai vocaboli ma giungeva fino alle singole lettere e così ci si accorse che esse compaiono con una frequenza molto variabile fra di loro, ma costante nella lingua. Fu proprio questa constatazione, apparentemente innocua, che condusse alla prima grande scoperta della crittoanalisi.
Un modo per svelare un messaggio crittato, se conosciamo la lingua dell’originale, consiste nello stabilire la frequenza delle lettere in questa lingua. Esaminiamo poi il testo cifrato, ordinando in base alla frequenza anche i suoi simboli e procediamo per sostituzione. Al-Kindi
In Italiano ad esempio le lettere con la maggiore frequenza sono le lettere a, e ed i, mentre le più rare sono z e q insieme a b e f; inoltre ci sono alcune lettere che non compaiono doppie come le vocali e la h.
Questa tecnica nota come analisi delle frequenze, dimostra che la crittoanalisi non implica il controllo di svariati miliardi di possibili chiavi, anche se questo metodo non può essere applicato meccanicamente e la possibilità di successo è più alta se il testo da decifrare è molto lungo.
E’ chiaro che se viene cifrata per sostituzione la frase seguente, le possibilità di riuscita saranno minime:
Zanzibar allo Zambia allo Zaire la scarsezza di ozono spinge le zebre a zigzagare bizzarramente.
Simone Testa - www.monci.it