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Il Rinascimento in Occidente

Alchimia e magia
Ignora collegamenti di navigazioneHome > Storia della crittografia > Il Rinascimento in Occidente venerdì 14 dicembre 2018
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Sembra che la prima descrizione della crittografia in un libro Europeo risalga al XIII secolo e si debba a Ruggero Bacone, il frate francescano inglese, che nella sua Epistola sulle arti segrete e la nullità della magia includeva sette metodi per tener celati i messaggi e avvertiva che è pazzo l’uomo che scrive un segreto in un modo diverso da quello atto a celarlo al volgo.
Nel XIV secolo il ricorso alla magia diventò sempre più comune e, scienziati e alchimisti l’impiegarono ampiamente per tener segrete le loro scoperte.
Nel XV secolo, la crittografia europea cominciò a progredire rapidamente; il risveglio delle arti, delle scienze e degli studi umanistici durante il Rinascimento furono di stimolo per questa disciplina, mentre le macchinazioni politiche di quel periodo rappresentarono un forte incentivo all’impiego di scritture segrete, soprattutto in Italia che in sostanza era divisa in entità politiche simili alle Città-Stato dell’antichità, ognuna delle quali cercava di prevalere sull’altra.
La diplomazia prosperava, le corti si scambiavano ambasciatori che ricevevano comunicazioni dal proprio sovrano contenenti istruzioni sulla politica estera da attuare e che a loro volta comunicavano le informazioni delle quali erano entrati in possesso. E’ chiaro che forte era l’interesse a crittare le comunicazioni e ogni Stato si munì di segreterie alle cifre, così come ogni ambasciatore era accompagnato da un segretario-cifrista.
Ma i crittografi erano coscienti dell’intrinseca debolezza dei metodi di cifratura e sebbene introducessero via via delle varianti, tipo gli errori ortografici utilizzati al giorno d’oggi per lo spam, il grosso del messaggio poteva comunque essere chiarito con l’analisi delle frequenze e il rimanente si poteva indovinare dal contesto.
In poche parole i crittoanalisti riuscivano a violare la maggior parte dei messaggi in codice, fornendo così un flusso costante di informazioni riservate che influenzarono le decisioni dei loro governanti e addirittura la storia europea in alcuni momenti critici.
Simone Testa - www.monci.it