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Il telegrafo e l’interesse per la crittografia

Telegrafo
Ignora collegamenti di navigazioneHome > Storia della crittografia > Il telegrafo e l’interesse per la crittografia venerdì 14 dicembre 2018
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Fu con l’avvento del telegrafo e la nascita delle telecomunicazioni che la protezione delle informazioni divenne pressante e la cifratura polialfabetica di Vigenere fu considerata le più adatta alla trasmissione di dati grande importanza economica e politica.
Verso la metà del 1800, negli Stati Uniti prima e in Europa poi, vennero costruite le prime linee telegrafiche che servivano a trasferire lungo un filo degli impulsi elettrici. Morse inventò anche una codifica dei simboli dell’alfabeto in punti e linee per facilitare la trasmissione. La linea terminava ad un ricevitore che traduceva gli impulsi ricevuti in punti e linee (segnali brevi e lunghi), riproducendoli su una striscia di carta in movimento.
Anno dopo anno il telegrafo e il codice Morse aumentarono la loro influenza a livello mondiale, aiutando la polizia ad arrestare i criminali, i giornali a pubblicare notizie sempre più fresche, il mondo degli affari a prendere decisioni, le società ad effettuare transazioni quasi istantanee superando distanze di centinaia di chilometri.
E’ l’epoca in cui ha inizio il mercato globale in cui le distanze non sono più un ostacolo ai commerci se i prezzi di acquisto sono convenienti. La protezione di questo tipo di comunicazioni diventò un problema pressante, il codice Morse non era una crittografia ma un sistema di rappresentazione dei caratteri alfabetici.
Il problema della sicurezza nasceva dal fatto che per inviare un messaggio bisognava consegnarlo ad un telegrafista, il quale, per convertire il messaggio in punti e linee era obbligato a leggerlo. Oltre al fatto che comunque gli impulsi che transitavano sulla linea erano facilmente intercettabili.
Si dovrebbero prendere misure per ovviare a un importante motivo di disagio, che attualmente è insito nella trasmissione dei messaggi via telegrafo: la violazione di qualsiasi segretezza, dovuta al fatto che ogni volta una mezza dozzina di addetti viene a conoscenza di ogni parola indirizzata da una persona all’altra. Gli impiegati dell’English Telegraph Company hanno prestato un giuramento di segretezza, ma a volte scriviamo cose che troviamo intollerabile veder lette da estranei sotto i nostri occhi. Questo è un grave limite del telegrafo, e bisogna porvi rimedio in qualche modo. – Quarterly Review 1853.
Fu proposto di crittare il messaggio prima della trasmissione, così da scoraggiare anche le intercettazioni delle comunicazioni direttamente dalla linea telegrafica. La cifratura usata era quella di Vigenere e l’efficienza diminuiva drasticamente.
Simone Testa - www.monci.it