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Mister Babbage e l’inizio dell’automazione

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Ignora collegamenti di navigazioneHome > Storia della crittografia > Mr Babbage e l’inizio dell’automazione venerdì 14 dicembre 2018
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Nel 1821 Babbage, un nobiluomo inglese appassionato di problemi scientifici e ingegneristici, rimase disgustato dal gran numero di errori contenuti nelle tavole astronomiche usate dai naviganti dovuti al fatto che i calcoli erano stati eseguiti manualmente.
Macchina delle differenze Volesse Iddio che questi calcoli fossero eseguiti a vapore! esclamò e fu così che progettò, senza portare a termine, la Macchina delle differenze, un vero e proprio calcolatore in grado di risolvere un grande numero di problemi matematici.
Il progetto comprendeva un magazzino (store) e una unità di calcolo chiamata mulino (mill) in grado di eseguire operazioni in modo ripetitivo, compreso istruzioni del tipo if…then e loop che sono alla base dei moderni linguaggi di programmazione.
A causa del suo carattere scostante e poco diplomatico, la realizzazione del congegno elettronico di Babbage avvenne quasi cento anni dopo, durante la seconda guerra mondiale. Babbage invece è passato alla storia come crittoanalista perché è riuscito a violare la cifratura di Vigenere.
Il metodo usato è quello della ricerca delle ripetizioni nel testo per trovare la chiave. In sostanza bisogna calcolare il numero di lettere che separano le ripetizioni, scomporlo in fattori e ricavare il massimo comun divisore; a questo punto sappiamo da quante lettere è composta la chiave ovvero quanti diversi alfabeti sono stati usati. Da qui basta procedere con l’analisi delle frequenze come per la crittografia monoalfabetica.
La crittoanalisi della cifratura di Vigenere fu effettuata da Babbage nel 1854, ma il merito è stato attribuito al prussiano Kasiski, molto probabilmente perché la scoperta di Babbage avvenne subito dopo lo scoppio della guerra di Crimea ed essa dava all’esercito inglese un potenziale significativo vantaggio sui russi. Pertanto è probabile che il silenzio di Babbage sia stato imposto dal servizio segreto britannico, tradizione questa che prosegue fino ai giorni nostri.
Tra la gente comune, nella seconda metà dell’Ottocento, aumentò la curiosità per le scritture segrete, come dimostrano anche diversi testi di letteratura: per esempio Viaggio al centro della terra di Julius Verne, l’Avventura dei Danzatori di Conan Doyle, ma soprattutto Lo scarabeo d’oro di Edgar Allan Poe, ritenuto per parere unanime di crittografi professionisti, la migliore opera sull’argomento, in cui uno scarabeo porta indicata su di sé la mappa di un tesoro, un po’ come la storia vera dei crittogrammi Beale cha ha per protagonisti dei cercatori d’oro del selvaggio West.
Simone Testa - www.monci.it