Chiavi L'automazione della sicurezza

Bletchley Park

Bletchley Park
Ignora collegamenti di navigazioneHome > Storia della crittografia > Bletchley Park venerdì 14 dicembre 2018
Ignora collegamenti di navigazione

In Inghilterra a Bletchley Park, fu istituita la Scuola governativa di codici e cifre (GCCS) che reclutò i migliori crittoanalisti, stavolta soprattutto matematici. In breve gli inglesi padroneggiarono il metodo polacco e grazie alle maggiori disponibilità finanziarie, costruirono le bombe necessarie a violare i segreti di Enigma.
Ogni ventiquattr’ore gli operatori tedeschi passavano simultaneamente ad una nuova chiave giornaliera e i crittoanalisti britannici ingaggiavano una nuova lotta contro il tempo.
C’era continuo bisogno di trovare nuove scorciatoie perché Enigma si continuò ad evolvere per tutta la durata del conflitto e i crittoanalisti furono costretti a raffinare e persino riprogettare le bombe. Una delle ragioni del loro successo fu lo strano miscuglio di matematici, scienziati, linguisti, cultori di studi classici, maestri di scacchi e appassionati di cruciverba che affollavano le capanne di Bletchley Park, in pratica una “tana di segugi intenti a fiutare la pista giusta”.
Bomba di Turing Tra crittoanalisti dell’epoca, senza dubbio, il posto d’onore spetta a Alan Turing che progettò e costruì un circuito elettrico capace di annullare l’effetto del pannello a prese multiple e poter ignorare i miliardi di possibili assetti di questo elemento. La macchina di Turing che era stata ideata per risolvere sottili questioni matematiche puramente teoriche si era trasformata in un apparecchio per la decifrazione automatica capace di cambiare le sorti di avvenimenti tragicamente reali.
La bomba di Turing, chiamata Agnus Dei, entrò in funzione l’8 agosto 1940, con grande sollievo di tutti crittoanalisti.
Winston Churchill era perfettamente consapevole dell’importanza delle decifrazioni effettuate a Bletchley e nel 1941 fece visita ai crittoanalisti, che lui chiamava “le oche che fanno le uova d’oro e non starnazzano mai”. Fu lì che Turing e i suoi colleghi trovarono il coraggio di chiedere rinforzi di uomini e mezzi che prontamente ottennero.
Le decodifiche dei messaggi tedeschi, italiani e giapponesi presero il nome di dossier Ultra e misero in condizione di vantaggio gli Alleati su tutti i fronti del conflitto; dall’Africa alla Grecia allo sbarco alleato in Sicilia nel 1943.
Ultra diffuse tra i vertici militari e politici una forma mentis che trasformò il processo decisionale. La sensazione di conoscere il nemico è molto confortante; informazioni di questo tipo fanno sì che la stesura dei piani comporti meno incertezze e più sicurezza, meno interrogativi spinosi e più ottimismo.
Si è sostenuto, sia pure in modo non unanime, che i risultati di Bletchley Park siano stati il fattore decisivo della vittoria alleata; comunque è fuori discussione che abbiano abbreviato in modo significativo la durata della guerra e per convincersene basta ripensare alla Battaglia dell’Atlantico.
Tutto ciò che è accaduto a Bletchley Park negli anni della seconda guerra mondiale, i nomi delle persone che ci hanno lavorato è stato top secret per quasi trenta anni dopo la fine del conflitto. Persino Alan Turing non visse abbastanza a lungo per ottenere il riconoscimento che meritava, anzi fu perseguitato per la sua omosessualità e per questo spinto al suicidio.
In particolar modo i tedeschi non dovevano neppure sospettare che i loro messaggi venivano letti quotidianamente, altrimenti avrebbero escogitato altre modifiche ad Enigma.
Simone Testa - www.monci.it