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Le epifanie

Joyce
Ignora collegamenti di navigazioneHome > L'automazione della sicurezza > I segreti di Alice e Bob > Le epifanie venerdì 14 dicembre 2018
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Nella competizione tra coloro che avevano necessità di mantenere segrete le informazioni e chi tentava di decodificarne il contenuto, lo sforzo delle persone coinvolte alla fine è stato quasi sempre coronato da successo quando uno di loro è riuscito ad avere un’epifania ovvero un’improvvisa rivelazione spirituale causata da un gesto, un oggetto, una situazione quotidiana, anche banale che di solito è stata sperimentata in un momento di crisi, di paralisi.
Come accade alla gente di Dublino, descritta da Joyce, l’epifania ci porta oltre l’apparenza delle cose, porta alla luce in maniera nitida ciò che era già oscurato nella nostra mente. E’ una specie di punto di non-ritorno, dopo il soggetto non vede più le cose con gli occhi di prima.
E’ l’equivalente artistico dell’impressionismo dove il pittore vuole rappresentare non tanto la realtà ma le sensazioni, le impressioni che questa gli procura.
Per trovare un nuovo algoritmo, il matematico non ha bisogno di fare nuove esperienze o di nuova teoria, ha bisogno di riorganizzare diversamente il proprio sapere per portare alla luce una nuova visione del proprio sapere.
Fortunatamente nella storia, al contrario dei protagonisti dei Dubliners, la fuga successiva all’epifania non sempre ha avuto un esito negativo e proprio queste epifanie di crittatori e solutori hanno portato all’attuale sicurezza nelle comunicazioni.
Simone Testa - www.monci.it