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I crittoanalisti arabi

Analisi delle frequenze
Ignora collegamenti di navigazioneHome > L'automazione della sicurezza > La crittografia nell’antichità > I crittoanalisti arabi venerdì 14 dicembre 2018
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Semplicità e affidabilità sono i pregi grazie ai quali la cifratura per sostituzione dominò la crittografia per un millennio. Gli inventori di scritture segrete avevano messo a punto un procedimento che garantiva la sicurezza delle comunicazioni e non si sentiva il bisogno di cambiarlo. Del resto è raro che si arrivi a delle nuove invenzioni e scoperte senza il pungolo della necessità.
La crittoanalisi è una scienza che basa le sue fondamenta su discipline come la matematica, la statistica e la linguistica e non è un caso che si sviluppò proprio in Arabia durante lo splendore della cultura Islamica.
Furono proprio i crittoanalisti arabi del Medioevo a trovare il punto debole della sostituzione monoalfabetica. Questa tecnica nota come analisi delle frequenze, dimostra che la crittoanalisi della cifratura monoalfabetica non implica il controllo di svariati miliardi di possibili chiavi. Non è necessario seguire la strada esaustiva ma l’applicazione di un metodo logico riduce pesantemente l’ordine di complessità del problema.
Questa scoperta è stata di grande valore scientifico, ma non ha portato con sé dei grossi cambiamenti immediati nelle comunicazioni perché fondamentalmente analizzando costi-benefici, la Codifica di Cesare era facile da eseguire e da tradurre e il rischio di intercettazione abbastanza basso.
Simone Testa - www.monci.it