Chiavi L'automazione della sicurezza

Invenzione del telegrafo

Telegrafo
Ignora collegamenti di navigazioneHome > L'automazione della sicurezza > Iniziano le telecomunicazioni > Invenzione del telegrafo venerdì 14 dicembre 2018
Ignora collegamenti di navigazione

Verso la fine del XVI secolo venne escogitata una cifratura nuova e più resistente, detta cifratura di Vigenere. Le sue origini risalgono al fiorentino Leon Battista Alberti, che costruì la prima macchina per cifrare, denominata dischi cifranti (ovvero il prototipo di Enigma), anche se egli non riuscì a trasformare la sua idea appena abbozzata in una tecnica ben definita, mentre la sua forma definitiva le venne data da Vigenere.
Fu con l’avvento del telegrafo e la nascita delle telecomunicazioni che la protezione delle informazioni divenne pressante e la cifratura polialfabetica di Vigenere fu considerata la più adatta alla trasmissione di dati di grande importanza economica e politica.
Iniziò così l’interesse commerciale per la crittografia e molti privati cittadini presero coscienza della necessità di proteggere i propri messaggi. La segretezza non era più un’esigenza di un ristretto numero di persone, ma era legata sempre più all’economia e al quotidiano.
Nel 1854 Babbage, un nobiluomo inglese appassionato di problemi scientifici e ingegneristici, riuscì a violare la cifratura di Vigenere proprio subito dopo lo scoppio della guerra di Crimea e questo ha dato all’esercito inglese un potenziale significativo vantaggio sui russi.
Inoltre il difficile equilibrio nella situazione politica europea portò la crittoanalisi ad un’efficienza degna della rivoluzione industriale, con equipe di specialisti stipendiati dallo Stato. Ogni grande potenza europea aveva la sua camera nera, centro nevralgico di decifrazione dei messaggi in codice e di raccolta di informazioni riservate. Alla fine del 19° secolo la crittografia era in seria difficoltà, proprio quando si stavano sviluppando le telecomunicazioni, mancava un sistema sicuro per trasmettere informazioni riservate.
Simone Testa - www.monci.it