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Alan Turing e la nascita dei computer

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Ignora collegamenti di navigazioneHome > L'automazione della sicurezza > Iniziano le telecomunicazioni > Alan turing: la nascita dei computer venerdì 14 dicembre 2018
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Fu un matematico timido e occhialuto di nome Rejewski che risolse il problema. Si concentrò sugli aspetti più complicati di Enigma, cercò di tradurre in termini numerici ogni aspetto del funzionamento della macchina, controllando gli effetti degli scambiatori e dei collegamenti del pannello a prese multiple.
Ma d’altra parte, come sempre in matematica, il suo lavoro richiedeva ispirazione oltre che logica, un’epifania. Fu proprio un’intuizione che permise a Rejewski di semplificare drasticamente l’identificazione della chiave giornaliera che era così rintracciabile in poche ore. Le comunicazioni tedesche diventarono trasparenti!
In seguito Rejewski decise di automatizzare il procedimento e realizzò un congegno meccanico in gergo bomba, soprannome che derivava dal ticchettio che emetteva durante il suo lavoro.
Il 1 settembre 1939 Hitler invase la Polonia e i progetti delle bombe furono consegnati agli inglesi che istituirono a Bletchley Park la Scuola governativa di codici e cifre che reclutò i migliori crittoanalisti, stavolta soprattutto matematici. Tra questi la figura di maggior spicco è stata certamente Alan Turing, il padre dei moderni computer.
Si è sostenuto, sia pure in modo non unanime, che i risultati di Bletchley Park siano stati il fattore decisivo della vittoria alleata; comunque è fuori discussione che abbiano abbreviato in modo significativo la durata della guerra e per convincersene basta ripensare alla Battaglia dell’Atlantico.
Simone Testa - www.monci.it