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I problemi del dopoguerra

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Ignora collegamenti di navigazioneHome > L'automazione della sicurezza > L’età dell’informazione > I problemi del dopoguerra venerdì 14 dicembre 2018
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La crittoanalisi ha contribuito alla nascita del computer e nel dopoguerra ne ha fatto largo uso per decodificare ogni sorta di scritture segrete. Ma i crittografi hanno contrattaccato sfruttando a loro volta le risorse dei calcolatori per generare algoritmi di codifica sempre più complicati.
Ma qualsiasi sia l’algoritmo di crittografazione usato, il problema più complicato da risolvere è sempre stato la distribuzione delle chiavi. Per esempio durante la seconda guerra mondiale i tedeschi incontrarono molte difficoltà nel distribuire mensilmente a tutti gli operatori di Enigma i cifrari con le chiavi. Se due parti che vogliono comunicare in segreto, dipendono da una terza parte che ha funzioni di corriere, questo diventa l’anello debole della sicurezza.
Prima degli anni Settanta per gli uomini d’affari la difficoltà era impossibile da aggirare: se il governo riusciva a mala pena a garantire la sicurezza nella consegna delle proprie chiavi, come potevano le compagnie private anche solo avvicinarsi a un simile risultato senza andare in fallimento? L’utilizzo di un sistema di cifratura era un’esigenza non più rimandabile e la distribuzione delle chiavi attraverso un corriere era un’idea impensabile.
Nell’era dell’informazione, un’era post-industriale in cui i dati e la capacità di utilizzarli sono la risorsa fondamentale dell’economia e della vita sociale, l’idea di una rete geografica di computer era diventata una necessità non più di una elite ma di ciascuno di noi.
Negli anni Sessanta il ministro della difesa americano finanziò il progetto ARPA, inaugurato nel 1969, che mirava a collegare tra loro i computer militari situati a grande distanza l’uno dall’altro e in seconda battuta ad aiutare gli scienziati di tutto il mondo a restare in comunicazione tra loro.
Simone Testa - www.monci.it